Parte bassa del tabellone, dove due squadre dal blasone enorme si contendono i posti per la semifinale contro due outsider che ben si son comportate fino a questo punto.
Inghilterra – Svizzera 6-4
I nostri giustizieri sono arrivati sin qui con pieno merito e sono ben consci delle possibilità di proseguire il proprio cammino, avendo davanti una formazione di certo favorita nei pronostici ma che ha faticato tantissimo sia nel turno precedente che nella fase a gironi.
Squadre un po’ bloccate ed il primo tempo scorre via senza troppe emozioni, poi bastano cinque minuti della ripresa per racchiudere le fasi salienti: Ndoye riceve in area e mette un pallone rasoterra al centro dove Embolo interviene in scivolata per portare in vantaggio gli elvetici; la risposta è sul piede di Saka che riceve palla nella sua zona e lascia partire un diagonale sinistro angolatissimo che batte sul palo prima di entrare in porta. Supplementari inevitabili, con una mezz’ora molto probabilmente più divertente dei primi novanta minuti che vede azioni pericolose per su entrambi i fronti; il pari resiste e si va ai penalty: Akanji si fa parare il primo tiro dal dischetto, mentre i Tre Leoni fanno percorso netto e si aggiudicano la contesa con la trasformazione finale di Alexander-Arnold.
Inghilterra in semifinale a conferma della continuità di risultati degli ultimi anni a cui manca solo l’apice, e ancora con prestazioni sottotono che poco hanno convinto dall’inizio del torneo; Svizzera che solo per pochi minuti ha visto maturare il sogno di una semifinale che resta un taboo, nazionale che può dirsi soddisfatta del percorso, anche se il rammarico resta perché mai come questa volta sembra essere la volta buona.
Olanda – Turchia 2-1
Se la nazionale ospitante è uscita anzitempo, a Berlino ci si può consolare con la “seconda squadra di casa”. L’Olympiastadion ospita una sfida che potremmo definire “sensoriale”: da una lato la vista della solita macchia arancione facilmente identificabile, dall’altro l’udito dell’incessante sostegno della comunità turca che in Germania sappiamo essere numerosissima oramai da tanti anni.
Montella legge bene la partita e sono i suoi a passare dopo 35 minuti: calcio d’angolo lungo dove dall’altra parte si avventa Arda Güler, nuovo cross in area e di testa svetta Akaydin che accende ancor di più la bolgia infernale del catino berlinese; l’incontro non cala d’intensità ed i turchi hanno svariate possibilità di chiuderla, poi gli Oranje escono fuori dal guscio. Sugli sviluppi di un corner Depay mette palla dentro e De Vrji colpisce comodamente di testa, colpevolmente lasciato tutto solo dalla difesa ottomana; olandesi rinvigoriti dal pareggio ed in cinque minuti la ribaltano, sempre sfruttando la corsia destra dove Dumfries mette un pallone insidiosissimo per Gakpo che viene atterrato dal Mert Müldür, solo che il difensore nel disperato intervento tocca anche il pallone che viaggia lentamente dentro la propria porta. Assalto finale dei turchi alla ricerca del gol che varrebbe i supplementari, ma pur con fatica il muro arancione regge.
Olanda in semifinale dopo vent’anni con prestazioni in crescendo che tengono alto il morale della squadra, a questo punto si gioca a carte scoperte verso un traguardo che manca da troppo tempo; Turchia eroica, sostenuta continuamente da un pubblico numerosissimo ha disputato un torneo di alto livello, Montella ha impresso il suo marchio e dato un’identità chiarissima alla squadra, solo tanti complimenti.
Abbiamo le quattro semifinaliste, e qualcuno ha indovinato anche la perfetta combinazione portandosi in saccoccia un consistente punteggio pieno che potrà davvero fare la differenza in una classifica che vede praticamente movimenti di posizione ovunque e per chiunque!